JOSEPHINE BAKER, UN PO’ VENERE UN PO’ ATENA, RIPOSERA’ TRA I DIVINI DI FRANCIA

JOSEPHINE BAKER: dal palcoscenico al fronte

La prima immagine che a molti evoca il nome di Josephine Baker è quella della ballerina degli anni ’20
Josephine Baker con il costume di banane
che nei teatri parigini, dagli Champs Elysées alle Folies Bergère, agitava un gonnellino fatto di sedici banane. Ma la rocambolesca vita di questa artista, che fu anche eroina della Resistenza francese decorata con la Legion d’Onore da Charles De Gaulle, avrà un epilogo postumo con la cerimonia che il 30 novembre la vedrà inumata, sesta donna e la prima di colore, tra i grandi della storia francese al Panthéon di Parigi.

Josephine Baker nasce a St.Louis nel 1906, abbandona la famiglia tredicenne per debuttare a Broadway tre anni dopo. A metà degli anni ’20 arriva a Parigi, città che letteralmente impazzisce di fronte alla sua bravura, bellezza e disinibizione. Secondo Cathérine Hug, curatrice della mostra “The Roaring Twenties” (I Ruggenti Anni ’20), aperta al Guggenheim Bilbao fino al 19 settembre, la Baker era molto consapevole del suo corpo e seppe prendersi gioco degli sguardi degli uomini e dei cliché dei quali era stata vittima.

Sincera, professionale e mai caricaturale, conquistò il cuore di migliaia di uomini che la chiesero in moglie. Si sposò prima con il suo impresario, di origine siciliana, la seconda con un industriale dal quale ottenne la cittadinanza.

Josephine Baker decorata da De Gaulle

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale inizia anche la seconda parte della vita della Baker: fu agente segreto e attivista per la Croce Rossa in Francia e nell’Africa Settentrionale; con l’Armée de l’Air sbarcò a Marsiglia tra le fila della Resistenza e alla fine del conflitto, con il grado di capitano, ricevette la medaglia della Legion d’Onore dalle mani di De Gaulle.

Nel dopoguerra sposò il direttore d’orchestra Jo Bouillon con il quale adottò dodici bambini di nazionalità diverse. Fu sempre attiva nella difesa dei diritti civili, facendosi portavoce, ad esempio, dell’orrore suscitato dalla morte del piccolo Emmet Till nel suo paese di origine e partecipando alla marcia su Washigton con Martin Luther King Jr. nel 1963, unica oratrice donna.

Baker con la sua tribù Arcobaleno a Milande

Fu la Principessa Grace di Monaco a darle la possibilità di riprendersi dai problemi finanziari dovuti
alle spese per il mantenimento della sua “tribù arcobaleno” nel castello di Milandes, dandole la possibilità di esibirsi per la Croce Rossa nel Principato. Proprio a Monaco fu sepolta dopo la morte, avvenuta a Parigi nel 1975 per emorragia cerebrale.

Il suo coraggio e la sua perseveranza, che le hanno permesso di essere al tempo stesso Venere ballerina e Atena combattente, riceveranno tra qualche mese il dovuto riconoscimento quando la sua salma verrà portata a riposare con gli altri divini di Francia, da Voltaire a Marie Curie a Victor Hugo, sotto il tetto del Panthéon.

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