IL SOGNO DI SHAMSIA

 

Wishes in a black pot Shamsia Hassani

RAGAZZEPOTENTI DI OGGI: SHAMSIA HASSANI

Il sogno della prima graffiti artist afgana, la trentatreenne Shamsia Hassani, per ora non si realizzerà. Lei voleva che il nome del suo paese evocasse non più i ricordi dolorosi e l’angoscia radicati durante i tanti anni di guerra, ma i colori dell’arte con la quale si ostinava ad illuminare i ruderi delle case di Kabul.

Lavorerà altrove, spero, pensando forse a cosa

ne sarà dei suoi lavori, delle donne che sorridevano nel vederla crearli, degli studenti che la ascoltavano durante le lezioni di storia della scultura all’Università.

Le donne dei suoi murales, che spiccavano sul grigiore delle città ferite indossando brillanti abiti tradizionali e dalle quali traspariva una dolce e orgogliosa determinazione a trovare il proprio spazio in una nazione che pareva in grado di aprire le porte ai loro talenti e alle loro aspirazioni, probabilmente perderanno i loro colori, copriranno i loro volti.
Nightmare Shamsia Hassani

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