Partiamo dal più recente, del quale molto ormai si è scritto e letto: nel loro discorso durante la cerimonia di consegna dei diplomi della Classe di Lettere, Virginia Magnaghi, Valeria Spacciante e Virginia Grossi hanno condiviso una dichiarazione schietta e diretta rivolta all’ateneo di eccellenza dal quale si stavano congedando. Nelle loro parole è stata proprio l’eccellenza ad essere messa in discussione quando essa è stata descritta come fondata sulla retorica, disgiunta da una realtà virtuosa che inizia a volatilizzarsi, ci raccontano, già all’interno delle mura dell’ateneo: nella preponderanza del genere maschile tra le cattedre e nel senato accademico, nella mancanza di impegno civico da parte dei docenti, nel ricorso a competitività e produttività quale unico e perverso metro di giudizio del merito e del talento degli studenti. Una realtà scoraggiante che le attende nei passi successivi della loro carriera, fatta di incarichi precari, investimenti pubblici nel più alto grado di istruzione pari a meno della metà della media europea e concentrati nei pochi poli di eccellenza, lasciando ai margini il resto degli atenei ed aumentando il già evidente divario tra Nord e Sud. Hanno deciso quindi di ricevere l’ambito diploma con una nota di amarezza, con la consapevolezza che cercare il confronto era più utile del crogiolarsi nella sola, ma troppo carica di riserve, celebrazione dell’evento.
Inatteso, quasi due mesi prima, era giunto anche il discorso di Paxton Smith, che aveva catapultato la consegna dei diplomi di una tranquilla high school texana alla ribalta della cronaca. La Smith era stata scelta quale “valedictorian”, ovvero quale miglior studente della sua classe di maturandi, per tenere il discorso di commiato alla cerimonia conclusiva dell’anno scolastico. Di fronte a uno stadio gremito di amici e famigliari, la Smith ha messo da parte il testo approvato dalla scuola ed ha scelto di criticare apertamente la recente legge statale sull’aborto, sia nella parte in cui abbassa il limite per richiedere la procedura alla 6a settimana di gestazione, sia nell’esclusione di qualsiasi eccezione alla regola, anche in caso di stupro o incesto. Il punto qui, per come la vedo io, non è essere o meno d’accordo con il contenuto del provvedimento ma riconoscere il coraggio dimostrato da una ragazzina di 18 anni che, nel giorno probabilmente fino a questo punto più significativo della sua vita sceglie di pronunciare davanti a tutti una frase come “Se io fossi stuprata e rimanessi incinta” laddove la stragrande maggioranza dei suoi compagni pensava ai festeggiamenti e alle vacanze. Con la voce alterata dall’emozione nel tono e nella fermezza, ha rappresentato in pochi minuti la cruda immagine di una giovane donna che si affaccia ad un universo intero di possibilità, ma deve portare con sé la consapevolezza che, nella malaugurata ma non impossibile ipotesi di una violenza, una scelta così fondamentale per il suo futuro le è già stata preclusa.
Come in un film la cui linea del tempo viene spezzata e rimescolata nelle sue parti, la risposta alle istanze di queste coraggiose portavoce era stata forse già scritta quattro anni prima, nel discorso che la dame Helen Mirren tenne alla cerimonia di consegna della sua laurea honoris causa in letteratura alla Tulane University di New Orleans, il 20 maggio del 2017 . Impeccabile, autorevole, sicura nei toni, concreta nei riferimenti e pungente nelle battute come solo chi le decisioni le ha già prese, gli errori li ha già fatti ma la meta l’ha raggiunta, la Mirren descrive il femminismo come un movimento al quale dovrebbero appartenere tutti, indipendentemente dal proprio sesso, semplicemente perché è nei Paesi dove le donne hanno le maggiori possibilità di raggiungere i loro obiettivi e sfruttare le loro capacità e dove esse sono trattate con rispetto che la vita è migliore per tutti. Saggiamente autoironica, dopo essersi descritta come una attrice shakespeariana che ha finito per fare scene di nudo in dieci film, arriva a dare cinque preziosi consigli, e numerosi addendum, al suo pubblico:
- Non avere fretta di sposarti.
- Tratta le persone proprio come persone, perché ogni singolo individuo, che abbia influenza sulla tua vita o meno, merita rispetto e generosità.
- Ignora chiunque giudichi il tuo aspetto.
- Non temere la paura, non lasciare che ti domini.
- Non procrastinare.
Certo, chi ha ormai ottenuto i massimi riconoscimenti nella propria professione gode del meritato privilegio di trattare le difficoltà con la leggerezza e il distacco che solo l’essersele lasciate alle spalle consente, ma mi auguro che l’immagine di questa ragazzapotente che ha cercato a lungo e lavorato duramente per trovare la propria strada possa essere un esempio, difficile e lontano ma pur sempre reale, per tutte le neolaureate e neodiplomate che sanno che molte altre volte ancora dovranno prendere la parola e difendere le proprie istanze.
- il video del discorso alla Normale di Pisa: https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjng5eY4JDyAhXssaQKHbYqBRoQwqsBegQIAxAB&url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DQFLMT_55FaQ&usg=AOvVaw19ASSJIOrW-d5J-sclZaO_
- il video del discorso di Paxton Smith https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiV2oS44JDyAhXOyKQKHQ_BCOAQtwIwAHoECAIQAw&url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DXpJkErsb7UE&usg=AOvVaw2Vw8pHlZ7ViTozgVmq1gb-
- il video del discorso di Helen Mirren alla Tulane https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiK08Tt4JDyAhUF26QKHaUADhkQtwIwAHoECAIQAw&url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dntg-A1EqaNs&usg=AOvVaw1Le59a6-plFrMJhMNiBX9Y





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