IL CORAGGIO DELLE STREGHE

 

Un tè con Irina Rokobolskaja offerto da Ritanna Armeni

“Una donna può tutto” di Ritanna Armeni
Marina Raskova

Narra la leggenda che fu l’eroina dell’aviazione sovietica Marina Raskova a pronunciare le parole che danno il titolo a questo libro, sbattendo il pugno sulla scrivania di Stalin. Alla fine del 1941 le truppe naziste avanzano velocemente sul fronte orientale e Mosca e Leningrado si preparano alla resistenza: dalla criticità del momento, dalla determinazione della Raskova, dal caparbio spirito egualitario delle donne che avevano creduto negli ideali della rivoluzione e dal loro patriottismo nasce l’ordine del capo del Cremlino di istituire tre reggimenti femminili. Uno di loro si addestrerà al bombardamento leggero notturno.

Irina Rakobolskaja

Il 588° Reggimento diventerà un incubo per la contraerea tedesca, tanto da chiamarne le componenti Nachthexen, Streghe della Notte. Ritanna Armeni è riuscita ad intervistare l’ultima di loro, Irina Rakobolskaja, pochi mesi prima che venisse a mancare, a 96 anni, nel 2016. Mi sembra di vederle chiacchierare, assieme all’interprete, nel cucinino del suo appartamentino moscovita vicino all’università dove Irina aveva insegnato per tanti anni fisica, intente a preparare il tè.

Tre streghe sul PolikarpovLe volontarie che risponderanno all’appello della Raskova verranno addestrate con criteri ben più severi di quelli riservati ai colleghi uomini, perché dovevano dimostrare non solo di essere in grado di svolgere le loro stesse mansioni, ma di saperlo fare senza ombra di dubbio. I capelli saranno loro impietosamente tagliati dal barbiere dell’Accademia Žukovskij, gli verranno assegnati stivali e divise cinque taglie più grandi della loro, che riempiranno fasciandosi i piedi con delle bende e riadatteranno da sole con ago e filo. Verrà loro assegnato un vecchio biplano fatto di legno e stoffa, il Polikarpov Po-2, che in quegli anni veniva più che altro utilizzato per irrorare i campi di insetticidi. Non aveva cupolino, si volava con la testa fuori, non aveva alcuna strumentazione per il volo notturno, non aveva radio di bordo e pilota e navigatrice si parlavano attraverso un tubo di gomma. Per trovare l’obiettivo avevano una cartina e una bussola. Entrambe volavano senza paracadute per dedicare maggior capacità di carico alle bombe, che trasportavano in una cassetta di legno attaccata sotto alla carlinga, azionata da una corda.
Ma non si dica che queste donne furono impavide o non conobbero la paura: erano terrorizzate, spaventate, ma anche determinate e in grado di trovare la forza di sacrificarsi per difendere una patria e un ideale nel quale credevano fermamente e soprattutto di farlo, aspetto ben descritto dall’autrice, supportandosi le une con le altre, facendosi forti di un’amicizia viscerale che le accompagnerà anche dopo la fine del conflitto. 

Irina Rakobolskaja in divisa
Il racconto segue le loro imprese dal reclutamento alla fine del 1941, alla costituzione del reggimento nel febbraio dell’anno successivo (duecento donne tra pilote, navigatrici, armiere e meccaniche), alla miope e cieca ostilità opposta dagli uomini nei primi anni, ai riconoscimenti ufficiali, allo scioglimento repentino nel 1945; ci fa conoscere il dolore per la perdita delle compagne in combattimento, l’orgoglio per il nomignolo scelto dal nemico in riferimento al rumore leggero prodotto dal biplano nella notte ed alla loro estrema abilità nello sfuggire alla contraerea, la vergogna per la condotta dei loro connazionali dopo l’ingresso in Prussia. Ma l’autrice non rinuncia a concludere con una dovuta nota di amarezza il suo racconto: il miraggio di un’uguaglianza conquistata ad un prezzo altissimo si dissolve nei primissimi mesi dopo la firma della pace. Il reggimento viene sciolto, alle streghe viene fatto capire che il loro apporto alle forze armate sovietiche non è più richiesto, o almeno non tanto quanto quello che, come donne, possono dare alla società civile.
Se cercate la storia di una ragazzapotente che ha affrontato e vinto le sue paure, se volete conoscere un aspetto meno noto della Seconda Guerra Mondiale, se volete conoscere gli ultimi mesi di vita di un’aviatrice, fisica, moglie e madre, accettate l’invito di Ritanna Armeni a prendere un tè con Irina.
Le Streghe della Notte

Per saperne di più:


Pubblicato

in

da

Tag:

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *