Nikola Bowden: dall’Australia una speranza nella ricerca sul cancro ovarico
La professoressa Bowden, a poco più di quarant’anni, ha fatto ormai molto parlare di sé i giornali del Nuovo Galles del Sud e dell’intero continente australiano. Con un master in genetica e scienze biomediche e come co-direttrice del Centro per la Farmaco-riconversione e la Ricerca medica dell’Università di Newcastle, negli ultimi anni ha dedicato i sui studi ai fattori che determinano l’alto tasso di farmacoresistenza dei tumori ovarici durante la chemioterapia.
Capiamone l’importanza: questo tipo di tumore, che costituisce la quarta causa di morte per neoplasia maligna nel sesso femminile nei paesi industrializzati ed è al decimo posto per incidenza nelle donne italiane, viene diagnosticato ormai in fase avanzata nell’80% dei casi, per i quali il tasso di sopravvivenza non va oltre il 20%. Questo perché non ha sintomi specifici e lavora subdolamente per molto tempo, perché non esiste uno screening affidabile per rilevarlo e perché i controlli ginecologici standard (esame della pelvi, Pap test) non servono per l’identificazione precoce di questo tumore. A peggiorare il quadro, circa il 75% delle pazienti è destinata a sviluppare resistenza alla chemioterapia, e si sottopone quindi al difficile percorso di cura per scoprire poi di non poterne trarre quasi alcun giovamento. In Italia se ne ammalano circa 5300 donne ogni anno.
Forte della suo innovativo studio del 2010 sulla relazione tra i processi di riparazione del DNA e il loro rapporto con la resistenza alla chemioterapia, la Bowden si propone quindi di studiare il ruolo di una particolare proteina, la ERCC1 e, tramite la sua individuazione, poter riconoscere il momento in cui le pazienti iniziano a sviluppare la farmacoresistenza per tentare un piano terapeutico diverso e sperabilmente più efficace.
C’è anche una vicenda personale dietro le motivazioni a portare avanti questa ricerca: Judy Raymond, amica e compagna di gioco nella squadra dell’Oxfords Hockey Club, è mancata alcuni anni fa proprio a causa di questa patologia. Nel suo nome, le compagne di squadra organizzano eventi benefici per raccogliere fondi per la ricerca.
Come ricercatrice presso il HMRI, la Bowden si propone anche un approccio diverso alla ricerca farmaceutica: invece di lasciare la miriade di sostanze già autorizzate sugli scaffali ed aspettare la fine del decennale processo necessario ad approvarne altre, la sua idea è di utilizzare quelle esistenti in modi e combinazioni diverse, per poter proporre nuove ed immediate alternative terapeutiche a chi riceve oggi questo tipo di diagnosi.
Come scienziato, madre e membro del Comitato delle Donne nella Scienza Medica (Women in Health Science Committee) australiano, Nikola è anche una schietta e dichiarata difenditrice della lotta all’ineguaglianza di genere, ad esempio quando si tratta dell’affidamento dei fondi per la ricerca. “Idealmente non dovremmo avere questi comitati” dichiara, “ma il loro scopo principale è quello di assicurarsi che ogni anno, quando viene annunciato lo stanziamento dei fondi, non ci sia differenza nell’equilibrio di genere”.
Del suo percorso scolastico racconta che, crescendo in un’area rurale non immaginava nemmeno che la ricerca potesse essere una possibilità di carriera. Fu solo quando partecipò a dei laboratori estivi della sua Università che capì che le sua capacità di problem solving potevano essere applicate a questo campo. Ritiene infatti che la ricerca medica assomigli ai quesiti di matematica o fisica che le venivano assegnati a scuola: viene individuato un grosso problema, ad esempio il fatto che il cancro diviene resistente alla chemioterapia, e un ricercatore usa tutte le conoscenze a disposizione per pensare a come si potrebbe arrestare o invertire il processo.
C’è molto da cui trarre ispirazione nella storia e nelle parole di questa ragazzapotente australiana!
Per saperne di più:
- sulla carriera di Nikola Bowden https://www.newcastle.edu.au/profile/nikola-bowden#career
- sulla sua attività all’HMRI https://hmri.org.au/researchers/nikola-bowden
- sul coinvolgimento della sua squadra di hockey https://youtu.be/jyZvQ2B_qI0
- sulla sua ricerca https://youtu.be/JYf6WD2lLbA
- sulla difficoltà di curare questa neoplasia https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/perche-cosi-difficile-trovare-cura-cancro-dellovaio
- sui numeri del cancro ovarico in Italia https://www.infomedics.it/therapeutic-areas/carcinoma-ovarico/epidemiologia.html



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