DUE OLTRE IL SOFFITTO

 

Alessandra Galloni e Maria Chiara Carrozza

Alessandra Galloni e Maria Chiara Carrozza: due prime volte al vertice
Con l’espressione “soffitto di cristallo” si intende quell’insieme di condizionamenti per cui spesso alle donne viene impedito di raggiungere i vertici di carriera nei propri settori professionali.
Questa settimana due italiane hanno ottenuto per la prima volta incarichi che mai prima nella storia erano stati affidati a una donna: Alessandra Galloni è stata nominata alla direzione dell’agenzia di stampa britannica Reuters, fondata 170 anni fa, e Maria Chiara Carrozza è stata scelta per la presidenza del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), arrivato anch’esso ormai a quasi cent’anni di storia.

Alessandra Galloni  ha 47 anni, è nata a Roma ed ha una carriera universitaria che è difficile non invidiare: laurea in economia ad Harvard nel 1995 e master alla London School of Economics. Con quattro lingue straniere nel curriculum lavora prima per il Wall Street Journal spostandosi tra New York, Londra, Parigi e Roma ed entra poi alla Reuters nel 2013. Come editor-in-chief guiderà quasi 2500 giornalisti e 600 fotografi sparsi in ogni angolo del pianeta. 
Una carriera maturata quindi completamente all’estero. Chiediamoci allora come si colloca il giornalismo femminile italiano rispetto alle posizioni di vertice nei nostri organi di stampa: i dati dell’Inpgi (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani) dicono che il 40% dei giornalisti italiani sono donne, ma secondo l’Ejo (European Journalism Observatory) sono solo il 21% le firme femminili in calce agli articoli sui nostri quotidiani, mentre solo il 9% di loro raggiunge posizioni di vertice nelle testate per le quali lavorano. Sono cifre che non lasciano spazio al biasimo per chi ha colto meritate opportunità altrove.
Maria Chiara Carrozza, invece, nasce a Pisa nel 1965 e si laurea in fisica nella sua città, dove presso la Scuola Superiore Sant’Anna consegue il dottorato in ingegneria quattro anni dopo. Rimane presso lo stesso istituto prima come ricercatrice in bioingegneria , poi come docente e infine come rettrice (la più giovane in Italia) tra il 2007 e il 2013. E’ uno dei maggiori esperti internazionali nel campo della biorobotica, biomeccanica e della neuro-ingegneria della riabilitazione, con all’attivo conferenze nei più importanti centri di ricerca del pianeta. Durante i suoi studi ha registrato  una quindicina di brevetti. 
Il CNR è il maggiore organismo pubblico di ricerca scientifica italiano e, sotto la guida del MUR, controlla circa 220 laboratori sparsi per tutto il Paese (e ai Poli!) dove sono impiegate 8500 persone con un divario minimo tra uomini e donne, gestendo un bilancio pari a 900 milioni di euro dei quali circa il 40% proviene da risorse esterne.
Due belle notizie dunque, per due grandi professioniste che meritatamente rappresentano le capacità e la determinazione delle ragazze potenti italiane. In bocca al lupo ad entrambe!
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