HIDDEN FIGURES (Il diritto di contare): Essere le prime non è facile

Hidden Figures cartellone




Katherine Johnson, Dorothy Vaughan, Mary Jackson

-“At NASA we all pee the same color!”- A pronunciare questa frase, che tradotta letteralmente suona come -“Alla NASA pisciamo tutti dello stesso colore!”- è Kevin Costner nei panni di Al Harrison, il capo del gruppo di matematici incaricati di calcolare le traiettorie di orbita e di rientro della missione spaziale in cui John Glenn divenne il primo statunitense ad orbitare intorno al pianeta. Le pronuncia quando scopre che Katherine Johnson, l’unica donna del suo gruppo, si assenta ogni giorno per circa quaranta minuti quando deve raggiungere in un altro edificio l’unico bagno riservato alle dipendenti di colore.

In questo film del 2016 diretto da Theodore Melfi, tra molti aneddoti storici e pochi fantastici, seguiamo il difficile percorso che tre donne afroamericane (Katherine JohnsonDorothy Vaughan e Mary Jackson) affrontano caparbiamente per vedere riconosciute la loro professionalità in un ambiente tra i più competitivi della storia, quale è stato la NASA della frenetica corsa alla conquista dello spazio nei primi anni sessanta.

Alla difficoltà di farsi rispettare come matematiche e ingegneri in un ambiente dominato e ambito da iconiche figure maschili, si aggiunge la segregazione razziale nella quale è  ancora immerso lo stato della Virginia in quell’epoca : Katherine, Dorothy e Mary non devono usufruire solo di servizi igienici a loro specificatamente riservati, ma non possono scegliere da quale sezione della biblioteca prendere i libri, da quale caffettiera versarsi da bere e, rigorosamente, in quale università studiare.

Credo vada spiegato anche il titolo originale, impossibile da tradurre letteralmente, dove “hidden” sta per “nascoste” e “figures” gioca sul doppio significato della parola inglese che significa sia “cifra, numero” che “individuo, figura”.

Per questo film, Oscar come miglior pellicola del 2017, Octavia Spencer (che forse riconoscete anche come la nonna di “Le Streghe“) ha ricevuto il premio come miglior attrice non protagonista, ma a me piace ricordare il cipiglio di Taraji P. Henson, che le aveva già valso il Golden Globe come miglior attrice per il ruolo di Cookie Lyon nella serie Empire.

Katherine Johnson è morta nel febbraio 2020 all’età di 101 anni, cinque anni dopo aver ricevuto la Presidential Medal of Freedom dalle mani di Barak Obama e dopo aver visto un edificio della NASA intitolato al suo nome.

Per saperne di più:

Katherine Johnson building
Foto: NASA


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